00:50
nessunosiaccorgedelmiodolore:
Non dobbiamo per forza odiarci e fare la guerra, non dobbiamo per forza diventare stereotipi di una società che ci odia, che ci disprezza. Non dobbiamo per forza fingere per poi guardarci allo specchio e non riconoscerci, sorridere, porgere la mano e continuare per la propria strada. Non dobbiamo per forza percorrere tutta quella strada da soli, rinchiusi nella nostra bolla senza far spazio a nessuno. Odiare senza nessuna soluzione, a cosa ci porterà tutto questo? Persone che nascondono chi sono e altre che fingono di essere ciò che in realtà non amano, perché rendere tutto così plastico quando il mondo potrebbe essere pieno di persone che sanno essere se stessi inevitabilmente da ciò che dice questa società malata? Perché sì, la nostra è una società malata, basata su fisici perfetti e volti finti, non è questo che siamo. E se ora sono qui a parlare, a scrivere queste cose è perché spero che ci sia qualcuno li fuori che capisca che non è questo il modo di sopravvivere. Dove è finito il tempo delle rivoluzioni? In cui si scendeva tutti in piazza per promuovere se stessi ed il proprio movimento? In cui si lottava per cambiare le cose, per la libertà di essere ciò che si è senza sentire gli occhi addosso. Il tempo delle creste alzate che indicavano che non si era schiavi, di nessuno, che chiunque avrebbe potuto alzarsi un giorno e diventare il presidente, senza dar conto ai vestiti e ai trucchi. Non importa l'immagine, ma bensì ciò che si ha dentro. Vi svelo un segreto, se si ha un cervello, di un fisico perfetto non ce ne si fa niente. Dove è il tempo dei vestiti fino al ginocchio e le fasce nei capelli? Niente minigonne o pantaloncini con la chiappa di fuori, niente crop top o topless o direttamente i reggiseni ricamati, quelli devono stare sotto le maglie. Non si tratta di una mentalità antica ma di dignità, perché mettere in mostra il proprio corpo così? Qual è lo scopo? Far vedere ai ragazzi ciò che non possono avere? Ma sopratutto dove è finita la dignità, l'amicizia, l'amore, l'onestà, la sincerità, il calore di un abbraccio e il pensiero di una lettera scritta a mano. Dove sono finite le donne che lottano per i propri diritti? Per ciò che è giusto e dividono dallo sbagliato? Le donne con un gran coraggio che dimostravano alzando la voce, facendosi sentire, non quelle che scendono in piazza nude per promuovere qualcosa, un qualcosa di futile ed inutile e che non verrà ricordato. Dove sono le donne? Quelle vere, che si vergognano e diventano timide, che arrossiscono, che amano davvero intensamente e non pensano a spassarsela con il primo che capita. Dove è il divertimento vero? I balli di gruppo, quelli con dei passi da seguire, una coreografia, una sequenza, che a ballarla ci scappavano dei sorrisi mozzafiato, le canzoni con un senso che ti dicevano che amare non è sbagliare e che errare è umano, che ti dicevano di vivere e di non opprimere te stesso, le canzoni con un messaggio e non per mettere in mostra solo tette e culi dal quale nessuno impara nulla se non a perdere di valore. Non come nelle discoteche di ora in cui ci si muove in uno spazio piccolissimo, tutti appiccicati come sardine e sudati e senza sapere come diavolo si balli una canzone e senza capire niente per il troppo alcol. Davvero questo lo chiamate divertimento? Ma la mattina dopo, quando non ci ricordate niente, siete davvero felici della serata passata? È davvero questo che volete? Io, io vi guardo e vi giuro che mi disgusto perché non c'è più nessuno che abbia dei valori, nessuno che sappia che la vita non è questa, e che se questa è evoluzione, beh allora lasciatemi dire che l'uomo ha veramente fallito. Eppure era promettente, aveva scoperto il fuoco, imparato a cacciare, a sopravvivere. Ed ora invece, pur di non vedere la maschera che ha sul volto, non si guarda nemmeno più allo specchio, non si guarda nemmeno più dentro. Ed è diventato schiavo di una società che vuole tutti morti.
Siete tutti bravissimi, davvero, ma state precipitando.
(via parlamitucheiononmiparlopiu)